F.A.Q.

Le risposte alle domande più frequenti che i “non addetti ai lavori” ci pongono sul nostro hobby.

 

Internet è una grandiosa invenzione che ci permette di comunicare a costo (quasi) zero.

Il radioamatore però è uno sperimentatore del mezzo RADIO, è affascinato dal comportamento delle onde radio, dalle comunicazioni a grande distanza, da metodi di propagazione “esotici” come ad esempio far rimbalzare il proprio segnale sulla Luna (proprio cosi, lo facciamo davvero!) oppure sulle scie di gas ionizzato che si generano dalle meteoriti.

Essere radioamatore non significa solo “comunicare”. Per quello è molto più comodo il telefono o una email!

Significa invece avere voglia di imparare, di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze tecniche, culturali, geografiche e perché no, umane.

Significa entrare a far parte di una community internazionale di appassionati che si scambiano idee, consigli e conoscenze, abbattendo molte delle barriere culturali, linguistiche e religiose che ancora dividono il nostro pianeta.

Come tutte le passioni, la spesa dipende dal livello a cui la si vuole praticare. Per iniziare e fare i primi collegamenti basta dotarsi di un apparecchio portatile VHF-UHF che ci permetterà, tramite ponti ripetitori, di parlare con molti radioamatori sparsi in tutta Italia: in questo caso la spesa sarà di appena poche decine di Euro.

Utilizzando una radio portatile digitale si potrà addirittura collegare (utilizzando ripetitori connessi tra loro via internet) tutto il mondo: la spesa in questo caso si aggirerà attorno ai 100 euro.

Parlando invece di radio “fisse” i prezzi salgono un po’: la scelta è molto ampia ma per fortuna c’è un ottimo mercato dell’usato: già spendendo circa 300-350 Euro si possono acquistare buoni apparecchi usati che ci permetteranno di toglierci molte soddisfazioni.

Assolutamente no! La stragrande maggioranza di noi si arrangia con una piccola scrivania nell’angolo di una stanza, oppure con un mobiletto appoggiato a un muro.
Alcuni poi caricano armi e bagagli in macchina e vanno a fare attività all’aperto.

Poi, ovviamente, se avete una stanza intera da dedicare alle radio, tanto meglio!

 

Gli argomenti che tocchiamo nelle nostre comunicazioni devono sempre essere legati in qualche modo al nostro hobby: insomma, non dovreste chiamare via radio vostra moglie per chiederle di buttare la pasta (per quello esistono i telefoni!).

Tra gli argomenti ASSOLUTAMENTE INAMMISSIBILI sulle nostre bande figurano:

-Religione
-Politica
-Affari (non potete farvi pubblicità!)
e più in generale ogni argomento che possa facilmente far degenerare una discussione.

Ogni stazione radioamatoriale è identificata in modo univoco da un nominativo che le viene assegnato dall’autorità preposta del proprio paese: Ad esempio in Italia i nominativi iniziano tutti per “I”.
I nominativi statunitensi iniziano per “W” oppure “K” oppure “A”.
I nominativi tedeschi iniziano per “D”.

E cosi via…

Le comunicazioni radio sono spesso disturbate e di non semplice intellegibilità. Un modo per farsi capire diminuendo le possibilità di errore è compitare le parole usando l’alfabeto fonetico internazionale ICAO, che è lo standard per le comunicazioni vocali.

Avremo dunque Alpha, Bravo, Charlie, Delta ecc. fino alla Z di Zulu.

Se dovrò comunicare il mio nominativo IU2ABC al mio corrispondente (che magari è in Siberia e non ha mai parlato una parola di italiano) sarà perfettamente inutile dire “Imola Udine due Ancona Bologna Como”. Usando uno standard uguale per tutti le possibilità di errore si riducono di molto; quindi userò “India Uniform two Alpha Bravo Charlie”.

Quello che vorrete e potrete dedicare al vostro hobby. Non ci sono orari da rispettare e non esistono tempistiche minime o massime per praticarlo.

Le nozioni da apprendere sono alla portata di tutti, basta un poco di impegno per apprendere i concetti di fisica, elettromagnetismo e le normative che regolano il nostro hobby.

Esistono parecchi libri che trattano l’argomento in modo semplice, diretto, scritti apposta per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Ci si può anche esercitare su diversi siti internet con quiz a risposta multipla in tutto e per tutto simili a quelli dell’esame reale.
Per ulteriori informazioni cliccate QUI

Molte sezioni dell’ARI e di altre associazioni come ERA, CISAR ecc. organizzano corsi di preparazione all’esame ministeriale: gli incontri si tengono generalmente con cadenza settimanale e, seppure non necessari né obbligatori, possono essere molto utili.

Assolutamente no! Non è necessario essere dotati di strutture imponenti per divertirsi! Si possono ottenere già ottimi risultati con un pezzo di filo elettrico (ovviamente tagliato nel modo giusto!), e ricorrendo all’autocostruzione si possono risparmiare anche parecchi soldi!

Fortunatamente la legge ci viene in aiuto. Esiste infatti il “diritto di antenna”, che ci consente di montare le nostre antenne sul tetto condominiale senza dover chiedere il benestare dell’assemblea di condominio. La normativa è abbastanza complessa e non può certo essere spiegata in poche righe, ma sappiate che i condomini o l’amministratore del vostro condominio NON possono impedire a un radioamatore l’installazione di antenne.

Assolutamente si! Un economico portatile da poche decine di euro e una antenna esterna a base magnetica (installabile senza bisogno di bucare la carrozzeria) formano la prima “stazione mobile” di molti radioamatori. E’ un setup che, seppure economico, vi consentirà di effettuare moltissimi collegamenti sia in diretta sia via ripetitore con altri radioamatori. (ovviamente, esattamente come per il cellulare, non dovreste usare la radio mentre guidate!)

Il numero è in crescita costante, ma per dare delle stime puramente indicative, nel mondo siamo più di 2 milioni, di cui circa 35.000 in Italia.

Seppure sia molto utile sotto innumerevoli aspetti, il computer non è strettamente indispensabile per fare attività radio.

Nonostante la lingua “ufficiale” delle comunicazioni internazionali sia l’inglese, i termini da imparare per effettuare un collegamento sono pochi e molto semplici; inoltre imparando il codice “Q”, oppure il codice Morse, oppure uno dei molti modi digitali a nostra disposizione sarà possibile effettuare molti collegamenti senza conoscere una singola parola nella lingua del nostro interlocutore.

Qui come in ogni altro aspetto del radiantismo fare molto ascolto è la migliore palestra per imparare.

Il codice Q è una serie standardizzata di messaggi codificati di tre lettere che hanno iniziato ad essere usate agli albori della radio, quando l’unico modo di trasmissione possibile era la radiotelegrafia. Ogni gruppo di tre lettere inizia per “Q” e sta a significare una domanda (quando viene seguito da un punto interrogativo), oppure una risposta (quando viene trasmesso senza punto interrogativo)

Alcuni esempi:

QRZ?: Chi mi sta chiamando?
QTH?: Qual è la tua posizione geografica?
QSL?: Puoi confermare di aver ricevuto?

A causa della sua immediatezza e semplicità d’uso e della sua il codice Q è spesso usato anche nelle comunicazioni vocali
Clicca QUI per una panoramica sulle voci principali del codice Q usate dai Radioamatori

 

Le QSL (sigla del “codice Q” che indica “ricevuto, confermo”) sono delle cartoline che i radioamatori si scambiano per confermare un collegamento radio. Nonostante i sistemi di conferma elettronica stiano prendendo sempre più piede, il fascino della vecchia QSL cartacea rimane innegabile e moltissimi radioamatori continuano a collezionarle. Qui potete vedere una splendida raccolta di QSL di Marco IK2CHZ

No! Fino a qualche anno fa per poter operare su tutte le bande era necessario dimostrare di conoscere il codice Morse, ma ora le normative non lo richiedono più. Il “vecchio” Morse rimane comunque uno dei sistemi di comunicazione più semplici ed efficaci che esistano e molti radioamatori (che sono ormai rimasti praticamente i soli ad utilizzarlo) lo usano con successo.

Assolutamente si! Oltre all’ARI (Associazione Radioamatori Italiani) esistono molte altre associazioni (come ad esempio CISAR, ERA, ARES ecc.) che raggruppano gli appassionati, che si riuniscono periodicamente per parlare di radio, per partecipare a contest (vere e proprie gare radioamatoriali) o anche solo per farsi una mangiata.

Sulle onde radio sono nate moltissime amicizie che durano una vita intera e che legano a doppio filo persone separate tanto da 1 quanto da 20.000 km.

 

 

Forti della loro capacità di operare quando tutti i sistemi di telecomunicazione sono fuori uso o ammutoliti dalla mancanza di elettricità, i radioamatori sono sempre stati in prima linea durante le emergenze. Il loro operato ha permesso di salvare molte vite in occasione di terremoti, alluvioni e altri disastri naturali.

Diversi radioamatori italiani sono inquadrati nelle fila della Protezione Civile e regolarmente partecipano ad esercitazioni apposite per mantenere alto il livello di preparazione e coordinazione.